05.29.2009

Cantiere attivo

Cantiere attivo Cantiere attivo

10.26.2008

Alcune immagini dei lavori in corso…

Cantiere Cantiere Cantiere
Cantiere Cantiere Cantiere

02.09.2008

Stallattiva oggi:

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Alcuni disegni di Diego Zurli per il progetto Stallattiva…

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02.05.2008

Nel 1968, l’artista Franco Cardinali e Marie-Claude Barthélèmy, decidono drasticamente di lasciare Parigi e si installano nel villaggio de La Rocca, sotto il monte della Verna.

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Faust e i sui fratelli si ritrovano in un ambiente agricolo-artistico, infatti il padre produce in quegli anni gran parte della sua produzione di ceramica e pittura, come l’ esempio del Cristo della Rocca del 1970, concepito per la cappella di Sant Agata, adiacente alla casa-studio.

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Nella casa famigliare, di fronte a Stallattiva, è visibile un totem, scultura pagana fatta di objets trouvès agricoli, oggetto propiziatorio per il bel tempo e soprattutto nell’inconscio rappresenta lo stretto legame dell’arte con la terra in rapporto al sacro (quello che rimane di esso) e il corpo sessuato dell’essere-artista.

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01.15.2008

Aria: laboratorio web per confrontarsi con tecniche di elaborazione di immagini digitali, design di interfacce e design di interazioni, animare mondi virtuali e progettare forme di presenza nel tempo della rete.

01.15.2008

Fuoco: laboratorio di scultura/oreficeria, su tecniche di sbalzo su pece, traforo metallo su banco e saldatura con fuoco.

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Anelli

01.15.2008

Acqua: laboratorio di pittura/scultura; immersioni o coperte in vasche di resina di oggetti e campiture di colore su superfici.

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Serie “L’incubo del dottor Colani”, 2001 (courtesy Galleria Lorenzelli Arte, Milano)

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“Certificato di liquidità di Tibeliza”, 2001

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“Waiting for the fountain”, 1999-2006

01.15.2008

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Terra: laboratorio di ceramica nello studio di Fanette Cardinali, che insegnerà tornio, modellaggio e colombino. Sessioni di produzione di stalattiti in terra da ricoprire in resina.

11.01.2007

Il cantiere

by mario

Stallattiva propone dei workshop/atelier concatenati idealmente in un percorso/cantiere. Ogni workshop consiste:
• in una fase preparatoria online, attivando un sistema multi-blog per raccogliere domande, impressioni, prime idee sull’argomento o il pretesto del workshop.
• In una giornata di confronto o attività a La Rocca.
• In un atelier per sperimentare, costruire, progettare, applicare quanto appreso.
• In una eventuale ulteriore confronto online, ad libitum…

I workshops sono parte di due percorsi sul concetto di tempo:
• Il tempo dell’arte (incontri curati da Faust Cardinali)
• Il tempo della rete (incontri curati da Mario Rotta)

Gli atelier sono:
• Acqua: laboratorio di pittura/scultura; immersioni o coperte in vasche di resina di oggetti e campiture di colore su superifici.
• Terra: laboratorio di ceramica, tornio, modellaggio e colombino. Sessioni di produzione di stalattiti in terra da ricoprire in resina.
• Fuoco: laboratorio di scultura/oreficeria, su tecniche di sbalzo su pece, traforo metallo su banco e saldatura con fuoco.
• Aria: laboratorio web per confrontarsi con tecniche di elaborazione di immagini digitali, design di interfacce e design di interazioni, animare mondi virtuali e progettare forme di presenza nel tempo della rete.
Ciascuno avrà una durata di 6 giorni, ma potrà essere prolungato e ripetuto fino al completamento di un progetto o un lavoro.

11.01.2007

Faust Cardinali

Struttura del cantiere: 7 incontri/workshop di una giornata ciascuno, preceduti da attività preparatorie online e integrati/seguiti da attività di cantiere e laboratorio.

1.    Performance solitarie
Lezione informale nel bosco delle fate: Faust parla della “performance solitarie” del 1975, della liquidità materica in rapporto alla pittura e dell’idea di impronta della resina nel bosco, citando il lavoro del 1988 “pittura centrata” per il museo Kunstlerkolonie auf der Mathildenhohe di Darmstadt (Germania). Il workshop continua con una riflessione sull’opera di Robert Smithson “Glue Pour” e la Land Art.

2.    Paysage
Quale rapporto esiste tra la serie “paysage”, iniziata nel 1993 (dove in uno spazio-contenitore uno spessore di resina copre nel tempo quello precedente, rendendo l’immagine instabile) e quello che dice Joel de Rosnay (…) “un anno Internet ne vale 7 del tradizionale tempo industriale. Perché? Perché la densità del tempo e la sua accelerazione sono legate alla genesi delle nuove informazioni. Più il tasso di nuove informazioni è elevato, più la densità del tempo aumenta” .

3.    L’opera e il tempo
Si discute sull’opera di Paolo Uccello “La profanazione dell’ostia” (in italiano, mentre in francese è “le miracle de la profanation del l’hostie”) nel palazzo Ducale di Urbino. Quest’opera, all’epoca legata alle prime persecuzioni antisemite, oggi è considerata un piccolo capolavoro al di là del significato simbolico e iconografico: è il tempo che fa l’opera. Ai partecipanti al WS si chiederà di riflettere sulle discriminazioni razziali in rapporto a un “tempo acquistato” o “tempo largo”: (…) “la rete non è soltanto il luogo della contemporaneità, della presa in diretta, bensì quello della immanenza: passato, presente e futuro si sovrappongono in un unicum senza tempo. La rete è atemporale e costituisce l’eternizzazione del presente” .

4.    La scala del tempo (le dimensioni del fare)
Il problema della “scala”, della proporzione, è determinante nella scultura e in arte in genere. Come si colloca Faust in rapporto all’architettura e alla produzione di bijoux-sculture. Si cercherà di progettare online un oggetto tridimensionale e realizzarlo materialmente.

5.    Scorciatoie
Lezione davanti alla “Madonna del Parto” di Piero della Francesca (Monterchi), per confrontarla con “il grande ferro” di Alberto Burri (Città di Castello): un’opera che annulla e comprime 500 anni di storia con estrema semplicità e complessità allo stesso tempo. Il WS prosegue in rete con una riflessioni sulla durata temporale in rapporto alle due opere.

6.    Fées in progress
La fata, la donna e l’immagine della femminilità in rapporto ad oggetti di scultura in ceramica, in oreficeria e in resina polivinilica. I partecipanti riflettono (online e faccia a faccia) dopo una passeggiata al bosco delle fate: che potranno incontrare realmente.

7.    An-archeologia
Faust lavora da diversi anni sul concetto di an-archeologia: è come se il tempo, la durata stessa della vita, lavorassero al posto dell’artista, il quale assiste alla nascita di opere di un futuro lontanissimo o antichissimo, come accade, ad esempio, nella serie “L’incubo del dottor Colani”. In sintesi, è come prevedere matericamente l’influenza del tempo - in senso lato (gli agenti atmosferici, l’invecchiamento naturale, la storia, la moda, ecc) - su di un soggetto/oggetto ancor prima che esso sia confrontato allo spettacolo e ai suoi spettatori.

11.01.2007

Mario Rotta

Struttura del cantiere: 7 workshop/conversazioni di mezza giornata ciascuno, preceduti da attività preparatorie online e integrati/seguiti da attività di progettazione, laboratorio e/o ricerca.

1.    Pensare senza tempo (asynchronous thinking)
La rete sta modificando la relazione tra tempo e pensiero. Siamo abituati da sempre a pensare e comunicare “qui e ora”, in modo sincrono, parlando o incontrandosi in un determinato momento. Ora possiamo incontrarci e parlare all’interno di un “intervallo temporale” asincrono, interagire senza essere né compresenti né “contemporanei”. Ma siamo davvero in grado di farlo? Vari studi dimostrano che la dimensione temporale asincrona della posta elettronica, dei forum o dei blog è difficile da comprendere e controllare, genera ansie, porta alla sovrapposizione di più modi di concepire il tempo, fino ad annullare le convenzioni che ne hanno determinato la natura. La domanda a cui si cercherà di dare una risposta è: possiamo imparare a pensare in assenza del tempo così come eravamo abituati a conoscerlo?

2.    Una seconda vita
Uno dei ultimi “fenomeni” della rete è “second life”: si tratta di ambienti virtuali non troppo dissimili da altri già attivi oltre 10 anni fa, ma non più usati solo da pochi addetti ai lavori. Milioni di persone si incontrano in questa seconda vita, dove ciascuno cerca di essere ciò che non è, diventando talora artista, comunicatore, designer. Ma come si conciliano la vita reale e quella virtuale? Quale delle due è più vera? Cosa possiamo fare nel mondo immaginario di “second life”? E soprattutto, cosa possiamo essere? Proviamo a parlarne direttamente in rete, e a tutti sarà data una seconda opportunità…

3.    L’inconsistenza del tempo
Il tempo, in rete, diventa inconsistente: è leggero e pesante, fluido e solido, esatto e aleatorio. Indefinibile. Forse la rete ci sta dicendo che non esiste. Nello stesso momento in cui ci offre infiniti modi di misurarlo e rappresentarlo. Lo scopo di questa conversazione/laboratorio è esplorare i tanti modi di misurare e descrivere il tempo in rete e i tanti modi di annullarlo. Forse la rivoluzione fisica di cui parla Julian Barbour ne “La fine del tempo” non è altro che la rivoluzione incompiuta dell’informatica e delle tecnologie di rete…

4.    L’attimo fuggito (dal qui e ora e al qui e altrove)
Essere in rete è come essere qui e nello stesso momento altrove. L’attimo fuggente non ha più senso se lo immaginiamo come qualcosa di irripetibile, e non ha più spessore se lo trasportiamo in rete, dove diventa eterno presente. Viviamo attimi che fuggono, ma possono essere salvati in un file. Mentre altri attimi vivono di noi, ma senza di noi, donandoci un’impressione di ubiquità. Esploreremo il mondo tenendolo letteralmente in una mano. Per sentirci ovunque, senza esserlo davvero. Come se ogni attimo non fosse più “unico”.

5.    Time design (il tempo e le interfacce)
Nel design delle interfacce multimediale si considera soprattutto la dimensione spaziale: come e dove collocare le immagini, come ottenere una grafica efficace. E il tempo? Il tempo è importantissimo per qualsiasi interfaccia, sia negli oggetti materiali che in quelli immateriali. Si può così parlare anche di “time design”, che a pensarci bene non è solo considerare il fattore tempo nella progettazione delle interfacce-utente, ma anche dare al tempo un diverso significato, anzi, un ruolo attivo. Proveremo anche a immaginare interfacce temporali per oggetti d’arte che si evolvono nel tempo…

6.    Tempi d’attesa (velocità e lentezza in rete)
La rete è veloce o lenta? La comunicazione in rete è veloce o lenta? Dipende. Ma la lentezza e la velocità non sono misurabili in termini oggettivi. Ciascuno di noi ha i suoi tempi d’attesa, che entrano in conflitto con le risposte che i computer ci danno ogni volta che premiamo un tasto o muoviamo il mouse. Proveremo a misurare i tempi d’attesa e confrontarli, per riflettere su cosa sono oggi la velocità e la lentezza.

7.    Presi nella rete (controlli e libertà)
La rete è nata in nome della libertà: libertà di comunicare, libertà rispetto allo spazio, libertà rispetto al tempo. Eppure non c’è nulla di più controllato della rete, e nulla come la rete sta aiutando chi ha l’ossessione della sicurezza a mettere in pratica strategie globali di controllo, di presenza ossessiva. Possiamo essere ovunque e in qualunque momento, ma ovunque e in qualunque momento qualcuno può osservarci: così come noi possiamo osservare gli altri. E se provassimo a rimontare come se fosse un piccolo film delle sequenze di immagini tratte da telecamere nascoste, webcam o strumenti di videosorveglianza visibili in rete?

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