Il progetto Stallattiva 2010
Il progetto Stallattiva 2010 in forma di presentazione: stiamo immaginando i cantieri e i workshop, le idee prendono forma, le intenzioni si rivelano. I temi in gioco: la progettazione e la creazione dell’oreficeria e l’editoria digitale d’arte.
Presentazione Stallattiva 2010 [PDF, IT]
Il cantiere attivo


Works in progress


Il progetto architettonico
Stallattiva oggi:
Alcuni disegni di Diego Zurli per il progetto Stallattiva…
Il luogo e la storia
Nel 1968, l’artista Franco Cardinali e Marie-Claude Barthélèmy, decidono drasticamente di lasciare Parigi e si installano nel villaggio de La Rocca, sotto il monte della Verna.
Faust e i sui fratelli si ritrovano in un ambiente agricolo-artistico, infatti il padre produce in quegli anni gran parte della sua produzione di ceramica e pittura, come l’ esempio del Cristo della Rocca del 1970, concepito per la cappella di Sant Agata, adiacente alla casa-studio.
Nella casa famigliare, di fronte a Stallattiva, è visibile un totem, scultura pagana fatta di objets trouvès agricoli, oggetto propiziatorio per il bel tempo e soprattutto nell’inconscio rappresenta lo stretto legame dell’arte con la terra in rapporto al sacro (quello che rimane di esso) e il corpo sessuato dell’essere-artista.
Immaginario e immateriale
Aria: laboratorio web per confrontarsi con tecniche di elaborazione di immagini digitali, design di interfacce e design di interazioni, animare mondi virtuali e progettare forme di presenza nel tempo della rete.
Bijoux-sculpture
Fuoco: laboratorio di scultura/oreficeria, su tecniche di sbalzo su pece, traforo metallo su banco e saldatura con fuoco.
Un atelier di Faust
Acqua: laboratorio di pittura/scultura; immersioni o coperte in vasche di resina di oggetti e campiture di colore su superfici.
Serie “L’incubo del dottor Colani”, 2001 (courtesy Galleria Lorenzelli Arte, Milano)
“Certificato di liquidità di Tibeliza”, 2001
“Waiting for the fountain”, 1999-2006
Il laboratorio di Fanette
Terra: laboratorio di ceramica nello studio di Fanette Cardinali, che insegnerà tornio, modellaggio e colombino. Sessioni di produzione di stalattiti in terra da ricoprire in resina.
Il cantiere
Stallattiva propone dei workshop/atelier concatenati idealmente in un percorso/cantiere. Ogni workshop consiste:
• in una fase preparatoria online, attivando un sistema multi-blog per raccogliere domande, impressioni, prime idee sull’argomento o il pretesto del workshop.
• In una giornata di confronto o attività a La Rocca.
• In un atelier per sperimentare, costruire, progettare, applicare quanto appreso.
• In una eventuale ulteriore confronto online, ad libitum…
I workshops sono parte di due percorsi sul concetto di tempo:
• Il tempo dell’arte (incontri curati da Faust Cardinali)
• Il tempo della rete (incontri curati da Mario Rotta)
Gli atelier sono:
• Acqua: laboratorio di pittura/scultura; immersioni o coperte in vasche di resina di oggetti e campiture di colore su superifici.
• Terra: laboratorio di ceramica, tornio, modellaggio e colombino. Sessioni di produzione di stalattiti in terra da ricoprire in resina.
• Fuoco: laboratorio di scultura/oreficeria, su tecniche di sbalzo su pece, traforo metallo su banco e saldatura con fuoco.
• Aria: laboratorio web per confrontarsi con tecniche di elaborazione di immagini digitali, design di interfacce e design di interazioni, animare mondi virtuali e progettare forme di presenza nel tempo della rete.
Ciascuno avrà una durata di 6 giorni, ma potrà essere prolungato e ripetuto fino al completamento di un progetto o un lavoro.
Il tempo dell’arte
Faust Cardinali
Struttura del cantiere: 7 incontri/workshop di una giornata ciascuno, preceduti da attività preparatorie online e integrati/seguiti da attività di cantiere e laboratorio.
1. Performance solitarie
Lezione informale nel bosco delle fate: Faust parla della “performance solitarie” del 1975, della liquidità materica in rapporto alla pittura e dell’idea di impronta della resina nel bosco, citando il lavoro del 1988 “pittura centrata” per il museo Kunstlerkolonie auf der Mathildenhohe di Darmstadt (Germania). Il workshop continua con una riflessione sull’opera di Robert Smithson “Glue Pour” e la Land Art.
2. Paysage
Quale rapporto esiste tra la serie “paysage”, iniziata nel 1993 (dove in uno spazio-contenitore uno spessore di resina copre nel tempo quello precedente, rendendo l’immagine instabile) e quello che dice Joel de Rosnay (…) “un anno Internet ne vale 7 del tradizionale tempo industriale. Perché? Perché la densità del tempo e la sua accelerazione sono legate alla genesi delle nuove informazioni. Più il tasso di nuove informazioni è elevato, più la densità del tempo aumenta” .
3. L’opera e il tempo
Si discute sull’opera di Paolo Uccello “La profanazione dell’ostia” (in italiano, mentre in francese è “le miracle de la profanation del l’hostie”) nel palazzo Ducale di Urbino. Quest’opera, all’epoca legata alle prime persecuzioni antisemite, oggi è considerata un piccolo capolavoro al di là del significato simbolico e iconografico: è il tempo che fa l’opera. Ai partecipanti al WS si chiederà di riflettere sulle discriminazioni razziali in rapporto a un “tempo acquistato” o “tempo largo”: (…) “la rete non è soltanto il luogo della contemporaneità, della presa in diretta, bensì quello della immanenza: passato, presente e futuro si sovrappongono in un unicum senza tempo. La rete è atemporale e costituisce l’eternizzazione del presente” .
4. La scala del tempo (le dimensioni del fare)
Il problema della “scala”, della proporzione, è determinante nella scultura e in arte in genere. Come si colloca Faust in rapporto all’architettura e alla produzione di bijoux-sculture. Si cercherà di progettare online un oggetto tridimensionale e realizzarlo materialmente.
5. Scorciatoie
Lezione davanti alla “Madonna del Parto” di Piero della Francesca (Monterchi), per confrontarla con “il grande ferro” di Alberto Burri (Città di Castello): un’opera che annulla e comprime 500 anni di storia con estrema semplicità e complessità allo stesso tempo. Il WS prosegue in rete con una riflessioni sulla durata temporale in rapporto alle due opere.
6. Fées in progress
La fata, la donna e l’immagine della femminilità in rapporto ad oggetti di scultura in ceramica, in oreficeria e in resina polivinilica. I partecipanti riflettono (online e faccia a faccia) dopo una passeggiata al bosco delle fate: che potranno incontrare realmente.
7. An-archeologia
Faust lavora da diversi anni sul concetto di an-archeologia: è come se il tempo, la durata stessa della vita, lavorassero al posto dell’artista, il quale assiste alla nascita di opere di un futuro lontanissimo o antichissimo, come accade, ad esempio, nella serie “L’incubo del dottor Colani”. In sintesi, è come prevedere matericamente l’influenza del tempo - in senso lato (gli agenti atmosferici, l’invecchiamento naturale, la storia, la moda, ecc) - su di un soggetto/oggetto ancor prima che esso sia confrontato allo spettacolo e ai suoi spettatori.
